FLORENCE QUEER FESTIVAL
R/ESISTENZE

La ventitreesima edizione del Florence Queer Festival è dedicata agli atti di resilienza, lotta e cura che, dal passato al presente, hanno contraddistinto la nostra comunità. A essere protagoniste della rassegna di quest’anno sono persone queer che ogni giorno, tramite piccole forme di resistenza personale o anche grandi azioni che diventano parte della storia collettiva, affermano la propria esistenza, a dispetto di società sempre più ostili.

Quest’anno ci è sembrato che fosse necessario incoraggiare una presa di consapevolezza politica maggiore, a partire innanzitutto dalla solidarietà con la causa palestinese. Le storie queer sono innanzitutto storie di umanità e non potevamo esimerci dal soffermarci sui contesti in cui tale umanità viene negata da sistemi coloniali Per questo motivo abbiamo deciso di aprire il festival con il corto I never promised you a jasmine garden della regista palestinese Teyama Alkamli, preceduto dalla performance Arte drag: rivoluzione e resistenza della drag queen e attivista Priscilla, che tratta del legame tra queerness e resistenza.

A seguire, sempre in apertura, la docuserie Orgoglio e pregiudizio, un racconto delle lotte della comunità italiana per ottenere la parità dei diritti, purtroppo ad oggi ancora lontana, con particolare attenzione sul World Pride del 2000 a Roma. Ricordare l’attivismo del passato è un esercizio importante per non dare per scontati certi risultati ottenuti ed incoraggiarci a proseguire il lavoro che abbiamo ereditato. Quello della memoria è un tema centrale per la contemporaneità e per questo abbiamo deciso di dedicargli un ulteriore film: Beautiful evening, beautiful day, lungometraggio proposto l’anno scorso dalla Croazia come candidato all’Oscar per il miglior film straniero, incentrato su un gruppo di ex partigiani gay nella Jugoslavia omofoba di Tito.

In questa edizione è stato rilevante per noi soffermarci sulle identità trans*. Attraverso i film Really Happy Someday, The silence of my hands e TOPS, passando per i cortometraggi First time in drag, MAXIMINA, Essere Valerie e Lu & Feña, abbiamo cercato di presentare le complesse e molteplici possibilità di esistenza umana trans*. Dai cambiamenti corporei più inaspettati, alla giovanile ricerca di sé fino all’euforia di una vita vissuta a pieno in maniera autentica, queste storie fanno parlare la comunità trans* in prima persona, coinvolgendoci e non lasciandoci indifferenti, testimoniando una presenza che non può e non deve essere messa a tacere.

A chiudere il festival, su una nota più leggera, ironica e soprattutto camp, è Queens of the dead, lungometraggio firmato Tina Romero che, come il padre George A. Romero, decide di affrontare il tema degli zombie, declinato in questo caso in chiave queer. Ad affrontare l’apocalisse dei morti viventi saranno infatti drag queen, persone trans e club kids di Brooklyn, in una lotta per la sopravvivenza colorata ma pur sempre politica.

Direzione del Florence Queer Festival

LA 23* EDIZIONE

Quello della memoria è un tema centrale per la contemporaneità e per questo abbiamo deciso di dedicargli un ulteriore film: Beautiful evening, beautiful day, lungometraggio proposto l’anno scorso dalla Croazia come candidato all’Oscar per il miglior film straniero, incentrato su un gruppo di ex partigiani gay nella Jugoslavia omofoba di Tito.

In questa edizione è stato rilevante per noi soffermarci sulle identità trans*. Attraverso i film Really Happy Someday, The silence of my hands e TOPS, passando per i cortometraggi First time in drag, MAXIMINA, Essere Valerie e Lu & Feña, abbiamo cercato di presentare le complesse e molteplici possibilità di esistenza umana trans*.

Dai cambiamenti corporei più inaspettati, alla giovanile ricerca di sé fino alla euforia di una vita vissuta a pieno in maniera autentica, queste storie fanno parlare la comunità trans* in prima persona, coinvolgendoci e non lasciandoci indifferenti, testimoniando una presenza che non può e non deve essere messa a tacere.

A chiudere il festival, su una nota più leggera, ironica e soprattutto camp, è Queens of the dead, lungometraggio firmato Tina Romero che, come il padre George A. Romero, decide di affrontare il tema degli zombie, declinato in questo caso in chiave queer. Ad affrontare l’apocalisse dei morti viventi saranno infatti drag queen, persone trans e club kids di Brooklyn, in una lotta per la sopravvivenza colorata ma, ad una più attenta analisi, pur sempre politica.