Elisa Giobbi

Operatrice culturale fiorentina. Dopo il diploma al liceo classico Michelangelo si è laureata in lingue e letterature straniere moderne con il massimo dei voti. Ha fondato e diretto per alcuni anni la casa editrice Caminito, che ha lasciato nel 2009 per impegni familiari.
Nel 2015 è tornata all’editoria in veste di autrice di libri a tema musicale e di romanzi, dando alla stampa “Firenze suona – la scena musicale e artistica raccontata dai protagonisti” (Zona), a cui è seguito “Rock’n’roll noir – I misteri, le relazioni e gli amori del Club 27” (Arcana, 2016), da cui il collettivo Project-To ha tratto l’opera multimediale Club 27 per Seeyousound. Nel 2018 è uscito “Eterni – Vite brevi e romantiche di grandi compositori” (Vololibero) e, nello stesso anno, per Stampa Alternativa, il romanzo “La rete” (vincitore del Premio Mangiaparole, Roma). Nel 2019 Odoya ha pubblicato “Love (& Music) Stories – Le storie d’amore più belle della musica”, mentre Robin ha dato alla stampa “La sposa occidentale”, che ha vinto il primo Premio Mario Luzi per la narrativa inedita 2018. Per Arcana è appena uscito “La morte mi fa ridere, la vita no – Maledetti e dimenticati della canzone italiana”.
Membro del CDA del Teatro della Toscana come referente della Regione, scrive di musica su blog e siti web ed è presidente dell’associazione culturale Firenze Suona, con cui organizza e dirige festival e contest musicali e rassegne culturali.

Tzeli Hadjidimitriou

Tzeli Hadjidimitriou è un ricercatrice di autenticità, una regista indipendente, una fotografa e una scrittrice di Lesbo, in Grecia. Ha studiato direzione della fotografia per il cinema, a Roma e in Grecia ha ottenuto un certificato in video-montaggio.
Ha lavorato come fotografa di scena, assistente al cameraman, collaborando con registi di cinema e fotografia e con la BBC. Ha prodotto cinque documentari sulla vita in Grecia, proiettati in molti festival e sta lavorando ad altri documentari sullo stesso tema.
È autrice di sei libri di fotografia e quattro guide sulle isole greche. Le sue opere fotografiche sono esposte in musei e gallerie in Grecia e all’estero (Atene, Venezia, Istanbul, Parigi, Pechino, Sydney, Roma).
Ha conseguito una laurea in Economia presso l’Università della Macedonia e un diploma superiore come traduttore ufficiale in lingua italiana.

Monica Manganelli

Nata a Parma nel 1977, si diploma in Architettura presso l’Istituto d’arte ‘P. Toschi’ nel 1996, e nel 2002 si laurea in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Parma, specializzandosi successivamente in Scenografia Teatrale al Teatro regio di Parma, e in Computer Grafica e Digital design.
Inizia a collaborare a numerose produzioni liriche e di prosa, prima come assistente poi come scenografa collaboratrice, e dal 2002 al 2011 lavora per importanti teatri, tra cui il Regio di Torino, La Fenice di Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Piccolo Teatro di Milano, Teatro Stabile di Torino collaborando con registi quali Luca Ronconi e Davide Livermore. Dopo quasi dieci anni nell’ambito del teatro, sposta il suo campo d’azione dalla scenografia reale a quella virtuale e collabora con produzioni di film e Visual Effects Studios soprattutto stranieri, occupandosi della creazione visiva di scenari per film e spot. Una delle sue passate importanti collaborazioni riguarda il film CLOUD ATLAS delle sorelle Wachowski.
Nel 2013 firma le scenografie virtuali al Beijing Music Festival per le celebrazioni verdiane (La traviata, Rigoletto, Il trovatore).
Nel 2015 firma la regia de LA BALLATA DEI SENZATETTO, il suo primo corto di animazione,con cui partecipa a ben cinquanta festival internazionali, da Cannes fino al LA Shorts Fest, ottenendo la qualificazione agli Oscar 2016, un Nastro d’argento per l’animazione e la candidatura ai David di Donatello.
Nella stagione 2016/17 firma le scenografie di ROBERTO DEVEREUX, ANNA BOLENA, MARIA STUARDA, coproduzione fra Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro Regio di Parma, Teatro La Fenice di Venezia, e il TURCO IN ITALIA, produzione Teatro Fraschini di Pavia, Teatro Ponchielli di Cremona, Teatro Sociale di Como.
Inaugura la stagione lirica 2018-19 del Teatro Carlo Felice di Genova con una innovativa AIDA, completamente realizzata con scenografie virtuali, che tecniche di vfx-effetti digitali cinematografici e animazione.
E’ stata invitata come “special guest” nel 2018 dall’ Iranian School of cinema e dal ministero della cultura iraniano, come unica donna europea a tenere una conferenza dal tema “Cinema in the digital age”.
Nel 2019, firma il suo nuovo film di animazione come regista, sceneggiatrice e designer, BUTTERFLIES IN BERLIN, che tratta di olocausto e identità di genere per la prima volta insieme nel cinema, in collaborazione con RAI CINEMA, successo di critica e pubblico nei festival in giro per il mondo e vincitore di numerosi premi.
E’ ora, in sviluppo sempre come regista con l’adattamento cinematografico di TURANDOT per la realizzazione di un lungometraggio di animazione tratto dall’ opera di Puccini.

Gianpaolo Silvestri

66 anni, laurea in filosofia, giornalista. Ecopacifista, tra i fondatori della Federazione dei Verdi e dell’Arcigay è stato senatore dei Verdi, membro del Consiglio d’Europa e responsabile del settore diritti civili dei Verdi. Ha diretto e/o e collaborato con varie testate giornalistiche ed animato il trimestrale teorico ecologista “Mappe”. Attualmente è membro del direttivo di Green Italia e vicepresidente di “Gay Net”.
La sua più recente pubblicazione è “L’ultimo Mieli” Croce Editore.

Jurgen Ureña

Jurgen Ureña è un regista costaricano. I suoi cortometraggi sono stati distribuiti a Cannes, Trieste, La Habana, Clermont Ferrand, Washington e Cartagena e molti altri festival cinematografici.
Il suo primo lungometraggio “Muñecas rusas” (2014) ha ricevuto il premio per la migliore regia all’Icaro Film Festival centroamericano, in Guatemala. Il suo secondo lungometraggio, “Abrázame como antes” (2016), ha ricevuto il premio per il miglior film centroamericano al CRFIC. Jurgen Ureña attualmente insegna alla Scuola di cinema della Veritas University e lavora alla realizzazione del suo terzo lungometraggio.