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Who’s gonna love me now di Barak Heymann e Tomer Heymann (Israele – Regno Unito, 2016), 84’, v.o. inglese e ebraico, sott. italiano

Saar Maoz, è il figlio maggiore di una famiglia ebraica che abita in un kibbutz religioso. Cresciuto in una contesto capitanato da un padre che rappresenta l’emblema del macho israeliano, viene sbattuto fuori casa all’età di ventuno anni dopo essersi dichiarato gay. Si trasferisce allora a Londra dove where il London Gay Men’s Chorus diventa per lui come una seconda famiglia e dove scopre di essere sieropositivo.

Dopo diciannove anni trascorsi a Londra, Saar decide di tornare in Israele nella speranza di riconciliarsi con la famiglia e di tornare ad essere parte integrante della sua comunità senza rinunciare alla sua identità.

Il film, diretto magistralmente da Barak Heymann e Tomer Heymann, rivela fino a che punto la convinzione prevalente che ci siano stati progressi nell’atteggiamento della società israeliana nei confronti della comunità LGBT è solo un’illusione.

Who’s gonna love me now by Barak Heymann and  Tomer Heymann (Israel – United Kingdom 2016,, 2016), 84’, v.o. English and Jewish, sub. Italian

Saar Maoz, grew up as the eldest son of a large family ruled over by a father who is an emblem of macho Israeli maleness on the religious kibbutz Sde Eliyahu . At the age of 21 he was kicked out after revealing that he is gay. He then moved to London, where he created a new family with the London Gay Men’s Chorusand where he also discovered that he’s HIV-positive. Now, after 19 years, Saar reaches out to his old family in the hope of a reconciliation. When he confronted with his father, mother and sibling he tries to name and re-work the problems dividing them in order to become a part of the community again while continuing to be himself

The film reveals the degree to which the prevailing belief – that there has been progress in Israeli society’s attitude toward the LGBT community – is merely an illusion.